29
Set
2017

Rassegna Stampa – La giornata di uno scrittore su Caponata Meccanica

Caponata Meccanica mi ha chiesto di descrivere la mia giornata da scrittore. Ho risposto in maniera lievemente eccentrica (per una risposta noiosa e banale, leggi questo). Ecco l’incipit.


Così, hai scelto di contemplare e venerare in via rituale un’entità inorganica: vasta, indifferente, inconcepibile, si agita in un piano altro rispetto alla realtà materiale fin da quando la civiltà dei sapiens era nella culla. Ha avuto molti nomi in diverse epoche (di cui il più recente è “Letteratura”), ma noi ci riferiremmo ad essa con un titolo che meglio ne descrive le proprietà: la Grande Bestia. Analizzeremo la pratica rituale sia nel suo aspetto contingente e quotidiano che nelle mutazioni epigenetiche da essa prodotte nel lungo termine. La decennale ricerca dell’oscura gnosi – promessa dalla Grande Bestia ad animi fragili, innocenti e sognatori – occupa le vite di legioni, spesso avviluppate in ragnatele composte di linguaggio in giovane età. Una volta dentro, non c’è strada verso casa. Questa è l’acqua e questo è il pozzo; bevete appieno e discendete, perché la Bestia è il bianco degli occhi e il buio all’interno.


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26
Set
2017

È uscito Pellegrinaggio Nero, una passeggiata per la città di Lovecraft



È uscito PELLEGRINAGGIO NERO – UNA GUIDA TURISTICA ALLA PROVIDENCE DI LOVECRAFT, disponibile per il download gratuito. Attraverso un tour della durata di un giorno, corredato da mappe e fotografie, questa breve guida racconta i principali luoghi nella vita e nella letteratura del Solitario di Providence. Se vuoi scaricare il PDF, vai alla scheda del libro. Se vuoi leggere la prefazione, il tasto sottostante ti porterà su Carmilla Online, dove potrai trovarla (un ringraziamento alla redazione di Carmilla!). Ad Maiorem Cthulhui Gloriam!


Vai alla scheda del libro Leggi la prefazione

11
Set
2017

Cinemecum – Italiani a Venezia

Un mio pezzo sul meglio del cinema italiano alla 74° Mostra del Cinema di Venezia, pubblicato su Cinemecum. Ecco un estratto:


L’annuale pellegrinaggio a Venezia per il festival del cinema, come sempre, riserva ricche esperienze estetiche e culturali per i cinefili e per gli operatori del settore a tutti i livelli;  essere testimoni del meglio dell’intera produzione mondiale, in un luogo libero dalle distrazioni della vita quotidiana, è un vero e proprio privilegio che, chiunque ami il cinema, dovrebbe assaporare almeno una volta nella vita.

Anche quest’anno, la visione di questo sconfinato panorama cinematografico ha rivelato una manciata di tematiche dominanti le quali paiono percorrere l’attuale zeitgeist culturale dell’occidente: nello specifico, l’immigrazione, la criminalità organizzata e la vecchiaia. Ciascuno di questi grandi argomenti è stato analizzato da una pluralità di film, attraverso diversi punti di vista e con varie tonalità emotive.
Inoltre, in questa edizione del festival, la presenza italiana è stata straordinaria sia nella qualità artistica sia nel pregio del processo produttivo. Non solo abbiamo visto opere esteticamente elevate, divertenti, coinvolgenti, profonde, ma film realizzati da team di professionisti, efficaci e organizzati; quest’ultimo elemento non è secondario, perché dimostra quanto cruciali siano tutte le infrastrutture cinematografiche (scuole di cinema, film commission, associazioni culturali e via dicendo), molto più importanti del “talento” di un singolo autore. Iniziamo con una carrellata delle opere italiane imperdibili che, auspicabilmente, delizieranno le italiche pupille nei mesi a venire.


(continua qui…)

30
Ago
2017

Teorema – Don’t Starve

È uscito TEOREMA #16. Questo mese, ho scritto Don’t Starve – Retorica dell’impotenza, furia dell’hardcore. Ecco l’incipit.


«Nel 1992, un sample rap circolava nel pool genetico della musica hardcore: «Can’t beat the system / Go with the flow» (Non puoi battere il sistema / Segui il flusso). Per un verso, era una semplice vanteria riguardante la potenza del sound system. Ma, forse, in esso possiamo ritrovare, sommersa e perdurante, anche una risonanza politica: nella degradazione socioeconomica dell’Inghilterra (ormai al secondo decennio di governo conservatore), in cui le alternative sembravano impossibili, gli orizzonti si facevano sempre più ristretti e non esisteva alcuno sbocco costruttivo per la rabbia o per l’idealismo. Cosa rimaneva da fare, allora, se non scivolare nell’inconsapevolezza, seguire il flusso, scomparire? Nella loro ricerca di una velocità di fuga, i giovani hardcore finirono in una trappola: una zona morta in cui la corsa senza alcuna direzione muta in una sorta di stasi ipercinetica, sospesa tra lo spasmo e l’entropia.»

Simon Reynolds, Energy Flash

Una delle più sublimi correnti dell’oceano videoludico attuale è quella che ha portato il genere cosiddetto “survival” (sopravvivenza) dalla nicchia per appassionati in cui è nato alla straordinaria popolarità odierna – specialmente presso i più giovani.


(continua qui…)

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