9
Apr
2018

È uscito REGNO INVISIBILE

Ecco la Presentazione Ufficiale di REGNO INVISIBILE:


Piccoli panda che starnutiscono, il gatto Nyan, Mr. Trololo, David Hasselhoff, l’Adpocalypse, Pokèmon, World of Warcraft, Breaking Bad, loot boxes, pianoforti fatti con lattine di Coca Cola, lo Stalin Arcobaleno, guerra in diretta, hacking, meta-computer assemblati dentro Minecraft. Questi sono soltanto alcuni degli argomenti di cui tratta REGNO INVISIBILE, un’antologia di articoli (pubblicati sui magazine Diari di Cineclub e Teorema dal 2014 al 2017) con cui analizzo le glorie surreali e le tragedie nell’etico che popolano YouTube e i migliori videogame dei tempi recenti; REGNO INVISIBILE è uno sguardo a 360° sul panorama pop emerso da internet negli ultimi vent’anni… ed il suo lato oscuro.


Quattro anni di articoli, 200 pagine, disponibili in ebook a 5,99€ e in carta a 12,48€. Questa è un’autopubblicazione super-underground, quindi ogni recensione e ogni condivisione sui social è essenziale. La prima apparizione pubblica del Tomo avverrà al Festival del Libro di Iglesias (22-25 Aprile) nello stand della Acheron Books, per cui ci vediamo là. Buona lettura!

22
Mar
2018

Comunicazione di servizio

Ho iniziato a riorganizzare la mia presenza sui social. Il mio profilo privato resterà principalmente come sistema di messaggistica privata, sarà disboscato da chiunque non conosco personalmente e cambierà nome. Tutta la mia attività editoriale sarà spostata sulla mia pagina pubblica. So che ci vorrà qualche anno a farla girare a pieno regime, ma tanto vale iniziare ora. Se vi interessa quel che faccio, trasmigrate sulla pagina pubblica.

18
Gen
2018

Teorema – Paladins

È uscito TEOREMA #18. Questo mese, ho scritto Paladins – L’incompletezza come paradigma della produzione artistica. Ecco l’incipit.


L’uomo ama creare e costruire strade, questo è indubbio. Ma com’è che ama anche appassionatamente la distruzione e il caos? Ecco, ditemelo un po’! Ma su questo argomento voglio dire io stesso due parole a parte. Non sarà che ama tanto la distruzione e il caos (infatti è indubbio che talvolta li ama molto, è un dato di fatto), perché istintivamente teme di raggiungere lo scopo e di completare l’edificio che sta costruendo? Che ne sapete, forse quell’edificio gli piace solo da lontano, ma non da vicino; forse gli piace solo crearlo, ma non viverci, e preferisce assegnarlo aux animaux domestiques, come formiche, montoni e via dicendo. Le formiche, infatti, hanno tutt’altri gusti. Loro hanno un edificio sorprendente di questo stesso genere, indistruttibile in eterno: il formicaio.

Fëdor Dostoevskij, Memorie dal sottosuolo

La storia ha dimostrato che non c’è piacere videoludico maggiore del chiudere una dozzina di gamer in una stanza e lasciare che si prendano a mitragliate tra le sopracciglia. Fin dalle origini, con Spacewar! (1961), il multiplayer competitivo è stata la principale e inimitabile attrattiva del medium. Nonostante, negli anni, i videogame abbiano sperimentato con le contaminazioni artistiche più varie (cutscene cinematografiche, strutture romanzesche, i più eterogenei usi della musica e via dicendo), la quintessenziale esperienza del medium risiede nel puro match “sportivo” tra due o più giocatori, tipicamente mediato da pallottole digitali.


(continua qui…)


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