11
Gen
2017

Rassegna Stampa — Andrea Atzori su Paradox, scrittura e cultura


Andrea Atzo­ri ha scrit­to un appro­fon­di­to arti­co­lo che, par­ten­do da PARADOX, ARMI NARRATIVE SPERIMENTALI e una recen­sio­ne di Ezio Ama­di­ni a com­men­to del pri­mo, svi­lup­pa un ragio­na­men­to sul­la scrit­tu­ra e sul­la cul­tu­ra con­tem­po­ra­nea. Sono estre­ma­men­te feli­ce che, per una vol­ta, si vada oltre le con­si­de­ra­zio­ni di carat­te­re este­ti­co (mi pia­ce, non mi pia­ce, talen­to, man­can­za del­lo stes­so, ade­ren­za o ribel­lio­ne al cano­ne, etc.) e si argo­men­ti e com­men­ti sul­le idee pro­po­ste in un testo o in un cor­pus let­te­ra­rio; dopo­tut­to, sono il moti­vo stes­so per cui que­sti scrit­ti esi­sto­no. Come con­tri­bu­to alla discus­sio­ne, pub­bli­co anche per il down­load gra­tui­to il sag­gio bre­ve FORMA E VUOTO (cita­to da Andrea in più pun­ti), che chiu­de ANS e ne tira le fila teo­ri­che. Se vi occu­pa­te di let­te­ra­tu­ra a qual­sia­si tito­lo, ogni com­men­to-obie­zio­ne-rifles­sio­ne è ben gra­di­to. Ecco un estrat­to dell'articolo:


Spi­ga sta in fon­do sco­pren­do l’acqua cal­da: “la mor­te dell’autore”, Roland Bar­thesFou­cault. Que­ste pro­fe­zie però, con la capa­ci­tà di com­pu­ta­zio­ne del­le moder­ne mac­chi­ne e dell’archivio infi­ni­to che è il web, smet­to­no di esse­re spe­cu­la­zio­ne let­te­ra­ria e diven­ta­no real­tà. È per­ciò straor­di­na­ria­men­te iro­ni­co, e inve­ro tri­ste, che un auto­re che pre­di­ca (e appli­ca con rigo­re) una poe­ti­ca dell’impersonalità, che ha capi­to che non vi sono più né Auto­ri né Let­te­ra­tu­ra, ma sol­tan­to infor­ma­zio­ne e rie­la­bo­ra­zio­ne, ven­ga stron­ca­to per il pre­sun­to ego del cita­zio­ni­smo. È il con­tra­rio: l’ego risie­de nel non cita­re. L’Accademia l’ha capi­to da quan­do è sor­ta. La fic­tion per­pe­tra un’efferata bugia, la sfrut­ta e la quo­ta in bor­sa. E ci pia­ce così.


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