9
Mar
2017

Rassegna Stampa – Sardinia Post, intervista su PARADOX

Sardinia Post mi ha intervistato. Ecco un estratto:


I personaggi del testo sono in bilico tra estremo realismo e sicura visionarietà…

Spesso, la narrativa fantastica degenera in una confortevole favola d’evasione, in cui i lettori possono rifugiarsi, al sicuro dalla terribile concretezza della realtà. Al contrario, perché le nostre storie abbiano un’utilità non meramente analgesica, credo che l’immaginario debba solidamente radicarsi nell’”incubo della storia” (come scriveva Joyce). Questo vuol dire rappresentare i personaggi – e gli ambienti in cui vivono – in modo verosimile, per poi innestare ogni aspetto fantastico sopra queste solide fondamenta. Solo da questo delirio della realtà può emergere qualcosa che abbia un significato “mitologico”; capace di suscitare la riflessione, oltre che l’intrattenimento.


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1
Mar
2017

È uscito CTHULHU E RIVOLUZIONE


È uscito CTHULHU E RIVOLUZIONE – IL PENSIERO POLITICO DEL SOLITARIO DI PROVIDENCE. In questo testo del 1933, H.P. Lovecraft espone la trasformazione del suo pensiero politico in seguito alla Grande Depressione, discutendo di lotta di classe, del potere dei monopoli, di un nuovo sistema di welfare e del suo giudizio sul New Deal rooseveltiano, sollevando interrogativi e trovando soluzioni a problemi che ancora oggi vessano l’Occidente. Il volume include anche Il culto dei nomi barbari, una disamina delle etimologie lovecraftiane in fatto di divinità aliene, libri maledetti, luoghi e personaggi, e A layman looks at the government, il testo originale in inglese del breve saggio che costituisce la parte centrale del volume.


Vai alla scheda del libro Leggi la prefazione

1
Mar
2017

H.P. Lovecraft – L’innominabile sogno di una cosa

(Questo articolo costituisce la prefazione del volume Cthulhu e Rivoluzione – Il pensiero politico del Solitario di Providence. Aggiornamento 02/03/17: il pezzo è stato ripreso da Megachip.)


Si vedrà allora come da lungo tempo il mondo possiede il sogno di una cosa, di cui non ha che da possedere la coscienza, per possederla realmente.

Lettera a Ruge, Karl Marx, 1843

La Grande Razza sembrava formare un’unica nazione dai legami alquanto elastici e con le maggiori istituzioni in comune; tuttavia c’erano quattro specifiche divisioni. Il sistema politico-economico era una specie di socialismo fascista, con le principali risorse distribuite razionalmente e il potere delegato a un governo di pochi individui, eletto dai voti di tutti coloro che superavano determinate prove psicologiche e culturali.

The Shadow Out of Time, H.P. Lovecraft, 1935

Il governo era complesso e probabilmente di tipo socialista, anche se a questo proposito i bassorilievi non hanno potuto darci nessuna sicurezza. 

At The Mountains of Madness, H.P. Lovecraft, 1936


Secondo la vulgata, non c’è dubbio che Lovecraft fosse un fascista. Era un conservatore nazionalista, misogino, antisemita, xenofobo, omofobo e classista, convinto che la democrazia fosse una tragica farsa. Eppure, il percorso politico del Solitario di Providence riserva delle sorprese a chiunque desideri approfondire l’argomento; una mera scorsa superficiale alle sue lettere e ai suoi articoli non si limita ad offrirci una rapida confutazione della tesi circa il suo presunto fascismo ma, in un sorprendente colpo di scena, mina la nostra sanità mentale con un’agghiacciante rivelazione: sepolta nelle innominabili profondità del suo animo, vediamo sventolare una bandiera rossa.

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1
Mar
2017

YouTube Party #28 – I’ve Discovered The Greatest Thing Online…

Nota: il video originale è stato soppresso. Ne ho trovato una copia gentilmente offerta da un altro youtuber. È appena uscito il nuovo numero di Diari di Cineclub, in cui si prosegue la mia rubrica YouTube PartyIn questo articolo si parla dell’affaire Pewdiepie/Olocausto, strumentalizzazioni mediatiche e sfruttamento selvaggio nella “sharing economy”. Puoi scaricare Diari di Cineclub #48 cliccando il tasto sottostante. L’articolo è a pagina 40.
6
Feb
2017

Teorema – Mother Russia Bleeds

È uscito TEOREMA #13. Questo mese, ho scritto Mother Russia Bleeds – Il passato come merce e come arma. Ecco l’incipit.


«Nulla cambierà il mondo» ripete Marilyn Manson in Lamb of God, un brano scritto al termine del millennio. La totale resa innanzi a una realtà alienata e immutabile è divenuta la nuova ideologia dell’Occidente fin dagli anni ’80; abbiamo sentiti troppi leader, dalla Thatcher alla Merkel, annunciare che «non esiste alternativa». A loro, si è presto unito un compiaciuto coro di intellettuali e filosofi d’apparato, determinati a convincerci che la nostra unica scelta sia sopportare il mondo e non mutarlo, in quanto, dopo cinquantamila anni di storia umana, essa si è conclusa di colpo nel 1989, insieme all’esperienza del blocco sovietico. Non mi pare sia necessario confutare questa concezione ridicola e millenaristica della storia, che tutto piega alla falsa coscienza liberista, perché è già stato fatto: in primo luogo dagli eventi di questi ultimi venti anni e, in secondo luogo, da una pletora di storici e filosofi “critici” o “eterodossi” (vengono così identificati dal mainstream coloro che nel medioevo erano, meno ipocritamente, bollati d’apostasia). Tuttavia, è interessante notare come il virus concettuale della “fine della storia” si sia radicato, anche inconsapevolmente, nella weltanshauung di milioni di persone e di come abbia prodotto effetti collaterali non ovvi. Tra di essi, il passato inteso sia come bene di consumo sia come arma. Per illustrare questo argomento, penso sia utile prendere in esame un videogame in cui quattro rom russi si sparano grandi siringate di droghe letali mentre percuotono i loro nemici a colpi di toilette e bottiglie rotte.


(continua qui…)

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