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Massimo Spiga (Cagliari, 1983) scrive sceneggiature per fumetto, romanzi, racconti brevi, articoli sulla narrativa pop ed, in generale, qualsiasi cosa gli permetta di commentare la società in cui vive tramite la parola scritta.

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Preistoria

Per quanto ricordo – e non ricordo granché – sono sempre stato un lettore accanito. Ho iniziato a scrivere narrativa a 14 anni, come attività collaterale e subordinata a quella di dungeon master per giochi di ruolo quali D&D e GURPS. Il mio primo tentativo in questo senso è stato un romanzo storico, fortemente influenzato dal fantasy, intitolato Discendendo la Spirale (una dimostrazione del mio apprezzamento per Trent Reznor, se non altro). Il testo, rimasto incompleto, si dilungava per 183 pagine sulle avventure di un eretico medievale, intervallando scene d’azione di derivazione giapponese a disquisizioni morali nietzschiane (a 14 anni, la verosimiglianza storica non era uno dei miei crucci principali).

Età classica

In seguito, tra il 1996 ed il 2000, scrissi altre 169’000 parole di materiale vario (equivalenti a circa metà de Il Conte di Montecristo oppure A Game of Thrones, tanto per dare una misura): storie brevi, poesie e romanzi incompiuti che stanno a loro agio nella cripta buia e umida in cui li ho relegati, in cui rimarranno, non visti da anima viva, per l’eternità. Nel 2000, l’editore Astra pubblicò un’antologia di mie storie brevi, scritte ad hoc: Quel Fottuto Coniglietto Giallo. I racconti del volume sono molto vari per tematica: pastiche lovecraftiani, satire cartoonesche, pulp supereroistici dal taglio cinematografico e molto altro. Il filo conduttore è il tono aggressivo e politicamente scorretto che rimanda all’immaginario musicale Nu Metal del periodo.

Dal 1997 al 2004, composi 129 brani musicali nel contesto di MonnaliZa Overdrive, una one-man band di musica elettronica eclettica. Il progetto nacque per cause di forza maggiore: ricevetti il sommo disonore di essere destituito dalla posizione di bassista da parte della mia band crossover, i Filler Bunnies. Accadde perché, oggettivamente, la mia abilità di bassista era vergognosamente inesistente. Così scelsi di imbrogliare: la musica elettronica è realizzabile anche da analfabeti musicali come me. La produzione MonnaliZa Overdrive si divise in 4 album di varia lunghezza, autoprodotti e copertinati da me, in modo artigianale. Ciò che di decente fu prodotto in quell’epoca è ascoltabile e scaricabile in questo sito, in un Greatest Hits ed un album di remix.

Medioevo

Dal 2003 in poi, fulminato dalla serie a fumetti Transmetropolitan sulla proverbiale via per Damasco, realizzai che il fumetto non era un frivolo passatempo, ma una forma d’arte matura e la mia Missione Sul Pianeta Terra. Abbandonai con sdegno la scrittura in prosa e mi gettai a capofitto nello studio dell’arte fumettistica. Imparai a scrivere sceneggiature. Studiai da autodidatta e seguii corsi di professionisti, quali Vincenzo Cerami e Antonella Iaccarino. Non mi cimentai nella sceneggiatura cinematografica, perché trovavo insopportabili le sue limitazioni intrinseche (in assenza di centinaia di milioni di euro di budget, s’intende). Al contrario, il fumetto è composto di sole parole ed immagini. E, con parole ed immagini, è possibile realizzare qualsiasi cosa.
Dopo aver capito i rudimenti della sceneggiatura, scrissi una manciata di storie brevi a fumetti e quattro sceneggiature complete: Lo chiamavano il Prete, Deimos, Seth (poi rielaborata ne La Caduta di Enoch) e Faith in Chaos. Sono rimaste, tutt’ora, inedite a causa di difficoltà produttive di varia natura, tra le quali si può ascrivere la mia sbadataggine/ingenuità e il mio entusiasmo scriteriato, capace di glissare senza problema alcuno sopra le difficoltà pratiche della realizzazione di un volume. Nel 2005, iniziò il mio sodalizio con Francesco Acquaviva, il disegnatore con cui realizzai ogni fumetto successivo. Come prima cosa, realizzammo tre storie brevi: Struttura, Dallas Mi Uccide e Rumore, rispettivamente incentrate sulla costruzione di Auschwitz, la campagna elettorale del ’78 di Nixon e il giornalismo sensazionalista di cronaca nera (vedi Favole, di cui parlerò in seguito).

Rinascimento

Nel 2006, insieme a Bepi Vigna, Elisabetta Randaccio e Stefania Costa, fondai la casa editrice online Hybris Comics, dedicata alla pubblicazione di fumetti digitali di artisti esordienti e non. Credo sia stato il primo tentativo italiano in questo senso. In questo contesto, per contribuire alla causa, scrissi e pubblicai il fumetto Made In Italy: L’Infame e raccolsi due delle mie storie brevi nell’antologia Hybris Jam (in cui erano presenti bravi di Vigna, Gabos e Costa). La casa editrice funzionò per due anni e pubblicò una decina di fumetti di svariati autori, oltre a quelli citati. L’anno successivo, in parallelo alle attività Hybris, collaborai a Teorema – Rivista Sarda di cinema in veste di grafico ed articolista.

Tutto questo fermento digitale non mi fece dimenticare i cari vecchi alberi morti: dal 2007 in poi, ho pubblicato fumetti cartacei con varie case editrici. Il primo fu Freak III (2007, SIE srl), un surreale tour de force postmoderno su Roberto “Freak” Antoni, terzo episodio di una serie di cinque. Lavorare a questo volume fece finalmente apprezzare a me e Francesco Acquaviva quante lacrime, sangue, sudore e fatica siano necessare per completare un comunissimo albo da 100 pagine.

Nel frattempo, tornai a scrivere narrativa dopo cinque anni di silenzio. Quello stesso anno, conclusi il romanzo Generazione Y, il primo volume della trilogia di sci-fi estremista Scegli il tuo veleno. Ancora adesso, lo considero uno dei miei testi migliori. È un’inqualificabile odissea psichedelica tra transumanismo, nuovi media, realtà artificiali, divinità in codice binario, terroristi new age. In esso, si vedono molto marcatamente le influenze di Robert Anton Wilson, Warren Ellis, William Gibson e tutti i miei autori di riferimento.

Quando la Hybris Comics cessò le iniziative editoriali, nel 2008, si trasformò nell’Associazione Culturale Hybris, fondendosi al Centro Internazionale del Fumetto di Cagliari. Dismessi i nervosi abiti dell’editore cyberpunk, ho indossato quelli del docente (hey, io odio insegnare) e condussi numerosi corsi di fumetto e nuovi media a pubblici più o meno giovani (ho già detto che odio insegnare?). Fortunatamente, questa esperienza mi ha permesso di collaborare alla realizzazione della prima edizione del festival del fumetto Nues: giornate piuttosto epiche.

La EF, nel 2009, ha pubblicato un’antologia di racconti brevi a fumetti di Francesco Acquaviva, Favole. Tre dei racconti sono stati sceneggiati da me. Mi sono anche occupato della grafica digitale e del lettering, abilità che sono stato costretto ad imparare nei 2 anni di passione della Hybris Comics (durante i quali, se mi ponevo la domanda «Chi deve svolgere questa mansione?», la risposta era fin troppo spesso «Io»).

Illuminismo

Mi sono laureato in Intepretariato e Traduzione dall’inglese e dallo spagnolo nel 2009. Ho collaborato con il sito Megachip, traducendo articoli di politica ed economia, perché fa bene all’anima. Ho fatto l’interprete freelance in molte occasioni, le più significative delle quali sono stati discorsi pubblici del compositore inglese Micheal Nyman, del poeta cheyenne Lance Henson e dello sceneggiatore californiano Tom Schlesinger.

Nello stesso periodo, ho tradotto una discreta pila di fumetti per la Freebooks: nove paperbacks, principalmente della Boom Studios e Arcana. È stato quindi naturale proporre alla Freebooks quello che sarebbe divenuto Backstage, una graphic novel sul mondo dello spettacolo (e, particolarmente, della televisione). Senza dubbio il mio fumetto migliore. Il volume è stato pubblicato nel 2010 e presentato a Lucca Comics dello stesso anno.

Nonostante Backstage, ho passato il 2010 e parte del 2011 da Lurido Migrante, in Inghilterra. Per la prima (e l’ultima) volta in un ufficio, ho svolto la mansione di Localization Tester per la Rockstar Games. Ho avuto modo di lasciare la mia impronta su successi mondiali del videogame come Red Dead RedemptionL.A. Noire ed, in maniera estremamente marginale, Max Payne 3.

Modernità

Nel 2011, io e Francesco abbiamo proseguito a sperimentare nuovi generi con Bubble Shock, pubblicato dalla Cagliostro. È un fumetto per bambini, pieno di teneri animaletti gommosi. Una storia di cui andare fiero per l’eternità.

L’anno successivo, ho scritto il mio secondo romanzo (ancora segreto) ed ho collaborato con il quotidiano Sardegna 24, scrivendo articoli di cultura e spettacolo. Ho proseguito con l’attività di traduttore: film, software, testi di ogni sorta. Prima che il 2012 finisse, ho concluso il mio terzo romanzo, Domani – Cronaca del contagio, pubblicato da Arkadia nell’ottobre del 2013.

Domani è un romanzo d’azione/horror a tema zombie. È ambientato nella curiosissima e sfortunata Belene, una città bulgara (realisticamente rappresentata) in cui convivono tutti i problemi dell’Europa moderna. Un ottimo luogo in cui ambientare una storia d’orrore estremo. Il libro è frenetico, feroce e tenta di distanziarsi dai cliché del genere.

Sempre con Arkadia, nel 2011, ho partecipato all’antologia di storie brevi NYX con il mio Notte dell’Avvenire, un racconto breve sulla corsa allo spazio, vista dalla prospettiva sovietica, che rielabora l’esperienza della cosmonauta Valentina Tereshkova. Ho presentato il volume alla Fiera del Libro di Torino dello stesso anno, insieme a Gianluca Floris, Alessandro Giammei e Sandrone Dazieri.

Dal 2012 in poi, ho ripreso a comporre musica elettronica con lo pseudonimo heisenb3rg. La prima fatica, dopo un’atrofia musicale durata dieci anni, è stata l’album Nondescript. Nel 2004, gran parte delle applicazioni da me utilizzate erano l’equivalente di un osso pestato contro un tronco: grande è stato il mio stupore nel constatare che, nella civile modernità, le applicazioni e i synth a disposizione di chiunque sono bombe atomiche di livello professionale. God, forgive me for my synths, come disse il saggio.

A cavallo tra il 2012 ed il 2013, mi sono impegnato come traduttore e copertinista per la collana di eBook Lovecraft Zero per Edizioni di Karta. La serie è una traduzione contemporanea e sfacciata delle opere del Solitario di Providence. Lo stesso editore, nell’agosto del 2013, ha anche pubblicato l’eBook di Scegli il tuo Veleno #1 – Generazione Y, presentato alla Fiera del Libro di Torino.

Contemporaneità

Quest’anno si è aperto con un quarto romanzo (anch’esso segreto) e un’iniziativa di microeditoria digitale che ripropone, in sedicesimo, lo spirito della Hybris Comics. Si chiama Heisenb3rg Studio, ed è, in nuce, lo store di questo sito, in cui segnalare ogni progetto a cui collaboro e fornire i link per acquistarlo. Ma, avendo quello spazio a disposizione, non ho potuto resistere alla tentazione di pubblicare qualche volumetto in via indipendente. Per ora, i volumetti pubblicati sono Il Segno Giallo di Robert Chambers (tradotto seguendo la “linea politica” di Lovecraft Zero), una versione stand-alone di Notte dell’Avvenire e l’antologia di scritti di Gianni Zanata Stiamo bene dove siamo. Molti altri seguiranno.

Nel 2013 ho completato il mio secondo album firmato heisenb3rg, It is the void. È un pellegrinaggio attraverso paesaggi uditivi dark ambient ispirati a classiche atmosfere d’orrore cosmico lovecraftiano e fantascentifiche.

Attualmente sono impegnato nella scrittura del mio quinto romanzo, un noir a sfondo storico, nonché il testo più ambizioso ed impegnativo che abbia mai affrontato.

(aggiornato il 21/10/13)

Il seguito della precedente bio è raccontato, anno per anno, in post appositi:

2013 – L’Anno del Leviatano Ingrifato


2014 – L’Anno del TROLOLO Galoppante


2015 – L’Anno dell’Ameno Vortice Pandimensionale


2016 – L’Anno della Guerriglia Ontologica

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In questo articolo, faccio un riassunto degli strumenti che uso e delle routine che seguo.