31
Gen
2020

MASCHERE DEL POTERE

È usci­to MASCHERE DEL POTERE — CAPTAIN AMERICA: CIVIL WAR E THE DARK KNIGHT, UN'ANALISI POLITICA, pub­bli­ca­to da Resh Sto­ries. Il bre­ve sag­gio stu­dia la poli­ti­ca e la geo­po­li­ti­ca in AVENGERS — CIVIL WAR e THE DARK KNIGHT, attra­ver­so un raf­fron­to tra i film, i fumet­ti da cui sono trat­ti e i con­te­sti socia­li in cui sono sta­ti con­ce­pi­ti. HOT STUFF. Ecco l'introduzione:


Con il ter­mi­ne soft power si defi­ni­sce la capa­ci­tà di uno sta­to di per­se­gui­re i pro­pri fini geo­po­li­ti­ci tra­mi­te la mera nar­ra­zio­ne accat­ti­van­te del pro­prio pun­to di vista, oppor­tu­na­men­te incar­ta­ta in un invo­lu­cro di fal­sa coscien­za. Il soft power non sfrut­ta i siste­mi “hard” del­la for­za e del­la coer­ci­zio­ne, ma pun­ta drit­to al con­sen­so, all’anima di un popo­lo straniero.

Dopo seco­li in cui il Vati­ca­no ha sfrut­ta­to que­sta for­ma di ope­ra­zio­ne poli­ti­ca in modo magi­stra­le, nel ven­te­si­mo seco­lo lo scet­tro è di sicu­ro pas­sa­to a Hol­ly­wood. Pro­prio per la sua capa­ci­tà a con­ver­ti­re a nuo­vi sti­li di vita, nuo­vi valo­ri, nuo­ve pro­spet­ti­ve sugli equi­li­bri geo­po­li­ti­ci, la gran­de nar­ra­zio­ne visi­va sta­tu­ni­ten­se ha pla­sma­to il mon­do più di quan­to lo abbia­no fat­to le sue por­tae­rei; anche se, come pare natu­ra­le, entram­bi gli approc­ci sia­no sem­pre sta­ti usa­ti in con­cer­to. Solo in tem­pi recen­tis­si­mi le poten­ze emer­gen­ti – in pri­mo luo­go Rus­sia e Cina, ma anche player mino­ri qua­li, per citar­ne una, la Tur­chia – han­no ini­zia­to a pre­oc­cu­par­si di que­sto lato dell’egemonia: cana­li tele­vi­si­vi rus­si in lin­gua ingle­se han­no cam­bia­to il pano­ra­ma dell’informazione gior­na­li­sti­ca, così come azien­de video­lu­di­che cine­si qua­li Ten­Cent han­no pre­so il con­trol­lo del mer­ca­to, men­tre in sca­la regio­na­le e non glo­ba­le, pos­sia­mo nota­re come le soap pub­bli­che tur­che stia­no affer­man­do, pian pia­no, un nuo­vo calei­do­sco­pio di pun­ti di vista sul mon­do, lad­do­ve pri­ma esi­ste­va solo la voce degli USA.

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2
Apr
2019

Teorema — Razza padrona

È usci­to TEOREMA #25. Que­sto mese, ho scrit­to Raz­za padro­na – Stra­te­gie can­ni­ba­li nell'industria dei video­ga­me. Ecco un estratto.


“La nostra vision è quel­la di esse­re la più gran­de azien­da video­lu­di­ca al mon­do”, scri­ve Andrew Wil­son, CEO del­la Elec­tro­nic Arts, in una cir­co­la­re inter­na tra­fu­ga­ta dal maga­zi­ne Kota­ku, “Nel­la nostra azien­da, del­le squa­dre sono all’opera per crea­re video­ga­me e live ser­vi­ce di qua­li­tà supe­rio­re, rag­giun­ge­re più piat­ta­for­me con i nostri con­te­nu­ti e abbo­na­men­ti, miglio­ra­re i nostri soft­ware, con­cen­trar­ci sul­le nostre prio­ri­tà nel cam­po cloud gaming e mul­ti­player, ed esse­re più vici­ni alle comu­ni­tà di giocatori”.

Vago e mie­lo­so lin­guag­gio azien­da­le, del tut­to pri­vo di con­te­nu­ti o intel­li­gen­za: lo stan­dard per per­so­ne come Wil­son. Si trat­ta di socio­pa­ti­ci dal­le mor­bi­de pet­ti­na­tu­re che usa­no dire «abbia­mo imple­men­ta­to un food car­pet per il net­wor­king lunch» per annun­cia­re il pran­zo. Tut­ta­via, que­sto stra­no gene­re di let­te­ra­tu­ra in anti­lin­gua farà suo­na­re cam­pa­nel­li d’allarme nel­la testa del­le per­so­ne più accor­te: quan­do un CEO par­la di “miglio­ra­re” qual­co­sa, tipi­ca­men­te, sot­tin­ten­de un mas­sa­cro pros­si­mo ven­tu­ro. Difat­ti, la cir­co­la­re azien­da­le inter­na si con­clu­de con la noti­fi­ca di licen­zia­men­to per chiun­que l’abbia let­ta, ovve­ro 350 lavoratori.


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25
Feb
2019

È uscito STRIKE FORCE THERION

Ecco la Pre­sen­ta­zio­ne Uffi­cia­le di STRIKE FORCE THERION:


2048. Le Bestie dell'Apocalisse pro­fe­tiz­za­te da San Gio­van­ni si sono sve­glia­te. Fame, Mor­te, Peste, Guer­ra. Dra­go­ni alti quan­to mon­ta­gne deva­sta­no l'Europa. L'unica spe­ran­za dell'umanità sono i mer­ce­na­ri del­la For­za d'Assalto The­rion: cri­mi­na­li alla gui­da di eso­sche­le­tri robo­tiz­za­ti che il Vati­ca­no ha assol­da­to per com­bat­te­re l'Ultima Cro­cia­ta. Nel­le gole di que­sta ban­da di bastar­di risuo­na una sola fra­se: "Deus Vult". Lascia­te che chi è sen­za pec­ca­to ten­ti di sopravvivere.


140 pagi­ne di ESPLOSIONI e fana­ti­ci cri­stia­ni e dra­go­ni e cava­lie­ri dell'Apocalisse e lan­de vetri­fi­ca­te dal­le testa­te nuclea­ri. Vie­ta­to ai mino­ri di 99 anni. Se vole­te recen­sir­lo, con­tat­ta­te­mi e vi fare­mo arri­va­re una copia. Il libro sarà pre­sen­ta­to uffi­cial­men­te a Car­too­mics, l'8–10 mar­zo 2019, a Milano.

19
Gen
2019

Teorema – Crunch

È usci­to TEOREMA #24. Que­sto mese, ho scrit­to Crunch – La situa­zio­ne del­la clas­se subal­ter­na nell'industria dei video­ga­me. Ecco un estratto.


Duran­te il Dust Bowl, la ter­ri­bi­le serie di tem­pe­ste di sab­bia che scon­vol­se­ro gli Sta­ti Uni­ti cen­tra­li a par­ti­re dal 1931, i con­ta­di­ni si tro­va­ro­no stret­ti tra le for­ze osti­li del­la natu­ra e un fla­gel­lo ancor più fero­ce: i ban­chie­ri. Inca­pa­ci di ripa­ga­re i mutui con­trat­ti con le ban­che a cau­sa del­la care­stia, dovet­te­ro subi­re l’ulteriore umi­lia­zio­ne di veder espro­pria­ti e mes­si all’asta i loro ter­re­ni. Nel 1932, si con­ta­va­no mil­le aste di que­sto tipo alla set­ti­ma­na. Entro bre­ve, per la pri­ma vol­ta in Iowa, i con­ta­di­ni si coa­liz­za­ro­no in pro­te­sta e crea­ro­no la tat­ti­ca del­le pen­ny auc­tion (aste da un pen­ny). Ovve­ro, pre­se­ro l’abitudine di pre­sen­tar­si in mas­sa alle aste, appen­de­re un nodo scor­so­io all’entrata del caseg­gia­to, e fis­sa­re mol­to inten­sa­men­te negli occhi chi avreb­be volu­to “inve­sti­re” con l’ acqui­si­zio­ne del ter­re­no di un loro col­le­ga, su cui ave­va river­sa­to san­gue, sudo­re e lacri­me. L’idea ebbe un cer­to suc­ces­so. Di nor­ma, le pen­ny auc­tion si con­clu­de­va­no con la ven­di­ta del ter­re­no a un cen­te­si­mo: la pro­prie­tà pas­sa­va nel­le mani di un con­ta­di­no asso­cia­to alla pro­te­sta per poi esse­re istan­ta­nea­men­te resti­tui­to al legit­ti­mo proprietario.

Nell’udire il cla­mo­re disfat­ti­sti­co nel mon­do dei video­ga­me intor­no alle ter­ri­bi­li con­di­zio­ni di lavo­ro che lo carat­te­riz­za­no, e la sover­chian­te poten­za pre­da­to­ria dei board azien­da­li, la men­te tor­na agli zap­pa­ter­ra dell’Iowa ed a quan­ti risul­ta­ti posi­ti­vi sia­no sta­ti otte­nu­ti gra­zie ad una cor­da robu­sta e un mini­mo di uni­tà tra i disperati.


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